MIBAC - Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici Lombardia

La sede

Palazzo Litta

Il nucleo originario del complesso di Palazzo Litta venne costruito tra il 1642 e 1648 da Francesco Maria Richini per il conte Bartolomeo III Arese, Presidente del Senato nel 1660, rappresentante di una delle più influenti famiglie milanesi ai tempi della dominazione spagnola. Anche in virtù del ruolo istituzionale del committente, il palazzo divenne uno dei principali punti di riferimento della vita sociale e politica della città.

La grande dimora, affacciata su quella che allora era la strada di Porta Vercellina e dotata di un giardino che arrivava a lambire i bastioni del Castello Sforzesco, fu fin da subito rinomata per l’ospitalità dedicata agli ospiti più illustri: le cronache raccontano delle feste in onore di Marianna d’Asburgo, arciduchessa d’Austria, in viaggio verso Madrid per andare in sposa al re Filippo IV di Spagna nel 1649, e quella per Margherita Teresa, infanta di Spagna, sposa dell’imperatore Leopoldo I nel 1665. Negli anni successivi si ricordano solenni feste per Elisabetta Cristina di Bruswick, per l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, per Eugenio Beauharnais e per l’arrivo di Napoleone.

Dell’edificio seicentesco si conserva, oltre all’impianto generale della parte nobile, il Cortile d’Onore, caratterizzato dall’ampio loggiato con solido sistema architravato su colonne doriche binate. La sovrastante parete è modellata da due ordini di finestre: al piano nobile con timpani curvi e triangolari alternati, al secondo piano con incorniciature quadrate.

Al progetto originario del Richini si ascrive anche un oratorio gentilizio, consacrato nel 1671 e trasformato nel secondo Settecento nel teatro ancora oggi in attività come Teatro Litta.

Nel 1674 il palazzo passò in eredità alla figlia di Bartolomeo Arese, Margherita, moglie di Fabio III Visconti Borromeo Arese, e, alla metà del Settecento, alla famiglia Litta. È con la committenza dei Litta che il complesso acquistò la veste barocchetta che ancora oggi lo distingue, con gli interventi che completarono e trasformarono il corpo nobile dell’edificio.

Si parte, in ordine di tempo, dallo scenografico Scalone d’Onore che conduce agli appartamenti nobili, opera di Carlo Giuseppe Merlo (1740), parzialmente distrutto durante il bombardamento dell’agosto del 1943 - che fortunatamente risparmiò il resto del palazzo - e ricostruito nell’immediato dopoguerra. La decorazione pittorica degli appartamenti, affidata in gran parte alla bottega di Giovanni Antonio Cucchi, comprende il grande affresco della volta della Sala degli Specchi, raffigurante l’Apoteosi di un Litta. Qui e negli ambienti attigui si conservano dipinti murali ed apparati decorativi settecenteschi, tra i quali spiccano le ampie e leggiadre specchiere, i lambris e gli stucchi dorati e i dipinti, opera, fra gli altri, di Martin Knoller e di Giuseppe e Agostino Gerli.

Negli stessi anni, tra 1752 e 1761, Bartolomeo Desiderio Michele Bolli realizzò la nuova facciata del palazzo, espressione delle caratteristiche vitali del Barocchetto lombardo, costituita da tre larghi corpi, di cui i due laterali inquadrano quello centrale a lesene giganti, più alto e aggettante, che conferisce all'edificio un singolare carattere di coordinatore urbanistico del sistema viario sul quale si affaccia. Grandi lesene scandiscono il fronte e sostengono il cornicione sormontato da un fastigio con due statue a tutto tondo che sorreggono lo stemma della casata Litta. Spicca nella ricca ornamentazione il portale, ai cui lati due possenti telamoni sorreggono il balcone mistilineo.

Nei decenni a cavallo della metà del XVIII secolo, i Litta commissionarono gli altri principali interventi a completamento del corpo nobile dell'articolato edificio, tra i quali la realizzazione del teatro in sostituzione del preesistente oratorio degli Arese, affacciato sul Cortile dell’Orologio. Da qui si accede ai corpi di fabbrica edificati nei secoli successivi e a ciò che rimane dello straordinario giardino Arese, depauperato all’inizio dell’Ottocento dai lavori di realizzazione di Foro Bonaparte, ma ancora un’importante isola verde nel cuore di Milano.

Venduto all’asta nel 1873, il palazzo fu rilevato dalla Società Ferroviaria Alta Italia per passare poi alle Ferrovie Italiane nel 1905, che lo ampliarono verso il giardino a partire dai primi anni del Novecento. Divenuto quindi proprietà del Demanio dello Stato, ramo Ferrovie, dal 1996 il complesso è parte del patrimonio indisponibile dello Stato. Nel febbraio 2007 la porzione più ampia e preziosa del complesso monumentale di Palazzo Litta è stata consegnata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per esso alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia (ora Segretariato regionale).

Il valore storico, artistico e architettonico degli spazi di Palazzo Litta e le loro notevoli potenzialità fanno del complesso una vera e propria cittadella della cultura, una realtà fortemente vocata alla destinazione culturale, sia come "museo di se stesso", sia quale luogo privilegiato di approfondimento scientifico e di promozione culturale (seminari, convegni, mostre).

Palazzo Litta è attualmente sede degli uffici periferici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Al suo interno si trovano: il Segretariato regionale per la Lombardia, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, il Polo Museale della Lombardia.

Palazzo Litta di Milano, Scalone d'onore